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Long, long journey, through the darkness, long, long way to go…

Enya

Un lungo viaggio attraverso le tenebre, cantava Enya in uno delle sue poesie più belle. Sarà un lungo viaggio? Spero di sì. Attraverso le tenebre? Anche no, dai..

Di certo non so cosa mi aspetti, la strada innanzi a me è ancora celata. Questa è la mia “prima volta”, la prima esperienza come blogger e, più in generale, con un sito tutto mio.

E allora perché sono qui? Beh, semplicemente perché ho deciso di condividere con voi la passione con la quale sono cresciuto, quella per il cinema e per i videogames. Desidero mettere le cose in chiaro: non sono uno scrittore, né un giornalista, sono ingegnere e nella vita faccio tutto un altro mestiere, pertanto qui non troverete recensioni professionali o critiche cinematografiche, ma semplici articoli scritti a cuore aperto.

“…Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso…”, consigliava Gandalf il Grigio, col suo fare solenne, così nel mio piccolo, con il poco tempo libero a disposizione, proverò a portare su questo blog articoli sulle principali nuove uscite, senza dimenticare i grandi classici e le pietre miliari che hanno fatto la storia, del piccolo e grande schermo e del mondo videoludico, con approfondimenti per i titoli che meritano.

Sono dell’idea che ogni film sia come un incontro, ci lascia a suo modo qualcosa dentro, e quando lo riviviamo nella nostra mente è come un ricordo che riaffiora, con tutte le sensazioni e gli stati d’animo provati la prima volta. Quante scene ci hanno emozionato, alcune ci hanno fatto arrabbiare, altre le ricordiamo con un sorriso, o con un brivido lungo la schiena…un pò come il ricordo delle persone importanti che incontriamo nella nostra vita, di alcune non possiamo farne a meno, di altre beh…forse è meglio non vederle più.

Quanto è cambiato il cinema! Un tempo entrare in sala era quasi un rituale sacro, l’uscita di quel film tanto atteso era un gioia, si partiva con gli amici in macchina, ognuno con le sue aspettative, chi era già polemico con il casting o con quanto anticipato nel trailer, chi recitava alcune scene cult all’ingresso in sala, si rideva e scherzava seduti in poltroncina, fino allo “zitti tutti”, le luci si abbassavano e iniziava la magia. Oggi i servizi streaming ci portano il cinema e le serie TV a casa e, diciamolo, un pò di quella magia si è spenta; forse anche perché siamo cresciuti, la vita è cambiata e il tempo libero a disposizione è sempre meno, non solo quello per la visione ma anche quello per godersi l’attesa. Forse anche la qualità non è più la stessa, oggi si punta più sulla quantità e sul riciclo di vecchie idee (personalmente, odio i remake nella maniera più assoluta), ma nel mucchio non mancano comunque piccole perle, e avremo modo di parlarne in questo blog.

Allo stesso modo approcciare un videogioco è un pò come intraprendere un viaggio, lasciamo casa alle spalle, come Bilbo Baggins, e un mondo si apre intorno a noi, con le sue regole i suoi segreti, le sue avventure. Mi ritengo fortunato ad essere cresciuto a fine anni ’80, quando questa nuova, piccola, forma d’arte ha iniziato a svilupparsi e raggiungere un pubblico sempre più vasto. Dapprima nelle sale giochi, quante ore passate a giocare e quante altre ad osservare l’amico più bravo riuscire dove gli altri fallivano goffamente. Poi le prime console, il SEGA Master System, il Commodore 64 e poi via…il primo PC e la prima Playstation. Quanti ricordi!

L’evoluzione grafica, storie sempre più profonde e personaggi memorabili entrati nell’immaginario collettivo, una lunga cavalcata sino ai giorni nostri, dove l’uscita di titoli come The Last of Us o Death Stranding si ritaglia addirittura spazi nei principali quotidiani nazionali, il confine con la quarta parete è sempre più sottile e ogni giorno più persone si avvicinano a questa meravigliosa forma d’intrattenimento. E ora la next gen, chissà quali altre barriere riuscirà ad abbattere.

Quello che era uno “show di suoni e false luci elettroniche” (e non ditemi che non avete pensato ai Ghostbusters che non ci credo!), almeno penso sia quella l’impressione che avevano i nostri genitori guardandoci joypad alla mano davanti a quei vecchi cubi chiamati televisioni, è a tutti gli effetti una delle principali forme d’intrattenimento del nostro tempo e, perché no, anche veicolo di messaggi importanti con la sue potenza comunicativa senza eguali.

Ok, mi sono dilungato anche troppo, spero di non avervi annoiato, ma di aver trasmesso anche una piccola parte dello spirito che spero potrà permeare questo blog: parlare di cinema e videogiochi con passione e soprattutto senza pregiudizi, perché sono dell’idea che poter esprimere un giudizio, positivo o negativo che sia, bisogna prima provare e approfondire, e questo vale qui tra queste pagine come nella vita di tutti i giorni.

A proposito, mi chiamo Alessandro e sì, per chi se lo stia chiedendo, “The First Hunter” è un omaggio a Hidetaka Miyazaki e al genere “soulslike”; e per chi ora si stia chiedendo chi sia costui o cosa diamine io abbia scritto, beh, forse allora dovete livellare ancora un pò!

Grazie ancora per essere qui, e buona lettura!

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